Faccio seguito al primo post sul viaggio di andata verso Edimburgo e vi racconto il ritorno con qualche aneddoto divertente.
Decidiamo nuovamente di usare il taxi per andare in aeroporto, viste le valigie strapiene e la teenager e chiamiamo stavolta un Uber, stra usato in Uk. Guardo il nome del tassista che ha accettato la corsa e leggo MARIAROSARIA. Possibile che sia italiana?
Arriva, scende per aiutarci con i bagagli, mi butto: “sei italiana?”. “sì…” “anche noi!”
Da lì abbiamo iniziato a chiacchierare amabilmente, quasi una doppia intervista, e abbiamo anche imparato qualcosa sull’edilizia edimburghese. Perché ci sono tanti cantieri e traffico in giro??!
Segue short video ripreso dal taxi.
In aeroporto sperimentiamo per la prima volta il self bag drop. Avendo già fatto check in da Milano, e quindi avendo già anche la carta d’imbarco cartacea (che non sia mai, io la carta la voglio sempre!) mancava solo questo passaggio.
C’era un’operatrice, che ti invitava alle macchine, ma essendo la nostra prima volta ho chiesto supporto e ci ha spiegato tutto, lasciandoci procedere con le altre due valigie. tutto molto semplice.
Controllo di sicurezza passato indenne, solo lo zaino della dodicenne viene trattenuto per un oggetto sospetto…si allega foto dell’oggetto sospetto.

L’operatore si è fatto una risata, che pensavano ad un paccotto di droga? ahahah
E anche questa è andata. Ci godiamo l’ultimo Starbucks, l’ultimo negozio di souvenir, e via. Ah, se avete borracce, sappiate che dopo i controlli di sicurezza ci sono distributori gratuiti di acqua scozzese con cui potete riempire le vostre borracce (ora che lo so mi premunirò adeguatamente)
Unica palla la lunga attesa in piedi al gate stavolta, non so perché, ma può capitare. Ma alla prossima me ne sbatto e mi risiedo, alla faccia dello Speedy boarding, mia cara Easyjet, che tanto speedy non è stato.
Tanta malinconia nel cuore, ma tanta speranza di tornare.
Seguiranno racconti sulla parte più bella, il viaggio vero e proprio 😉

